UNIVERSITA' DI PISA
 

Master Universitario di primo livello in

DISASTER RISK MANAGEMENT

PROTEZIONE CIVILE E COORDINAMENTO UNITA' DI CRISI


 
 
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Piano Didattico

Il percorso formativo si basa su un approccio didattico interdisciplinare, che comprende lezioni teoriche, casi studio, esercitazioni pratiche. Il corpo docente impegnato nelle attività didattiche d'aula è costituito  da docenti universitari e professionisti del settore. Il Master, pur avendo un percorso didattico unitario, è stato strutturato in modo da comprendere 20 moduli che possano essere frazionati e seguiti separatamente. Pertanto è consentita sia l'iscrizione all'intero Master (iscritti) con il quale si conseguirà il relativo diploma, sia  ad uno o più moduli singoli (uditori) con i quali si avrà il rilascio di una certificazione comprovante i moduli seguiti. Per il Master la verifica delle cognizioni acquisite avverrà al termine del corso, previo accertamento degli obblighi di frequenza, mediante la discussione di una tesina o elaborato finale. La frequenza è obbligatoria al 90%.

 

MODULI

 

1. QUADRO NORMATIVO E GIURIDICO IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE: 16 ORE

La Protezione Civile in Italia e in Europa. L’evoluzione storica della Protezione Civile. La legge n. 225/1992 (abrogata dall'entrata in vigore del Codice). L’evoluzione del diritto nella normativa italiana. La protezione civile successivamente al  nuovo Codice della Protezione Civile (D.Lgs 2 gennaio 2018 n.1). Attività e compiti di Protezione Civile. Strutture nazionali e regionali che si occupano della gestione delle emergenze. Il ruolo dei Comuni, Province/Prefetture, Regioni. Competenze dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e del Volontariato. Il volontariato di Protezione Civile. Normativa sul volontariato di protezione civile.

 

2. RUOLO, PROFESSIONALITA’, FORMAZIONE E COMPETENZE DEL DISASTER MANAGER: 4 ORE

Il ruolo e le competenze del Disaster Manager nelle  attività  di pianificazione,  di  coordinamento  e  di  elaborazione  delle   politiche   pubbliche   di   protezione   civile. La norma UNI   11656:2016 “Attività   professionali   non   regolamentate -Professionista della Protezione Civile (Disaster Manager) - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”. Protezione civile:  Ciclo del Disaster management. Sistema di protezione civile.

 

 

3. DISASTRI E CATASTROFI – DISASTER RISK REDUCTION: 5 ORE

La scienza dei disastri. Differenza tra disastri e Catastrofi. La causa dei disastri. La memoria dei disastri. Lezioni apprese. Pedagogia dei disastri. Previsione e predizione dei disastri.         Prevedibilità delle catastrofi. Evoluzione del concetti di rischio e sicurezza. Analisi del rischio: modello classico P x M. Modello UNESCO (P,V,E) . Processo fondamentale di generazione del danno. Concetti di prevenzione e protezione. La valutazione del rischio disastri. La mitigazione della vulnerabilità. Resilienza e Resistenza ai disastri. La resilienza comunitaria. Disaster Reduction. Preparazione, risposta, recupero, mitigazione. Il costo dei disastri. L’approccio assicurativo e riassicurativo applicato all’analisi dei rischi degli eventi catastrofali naturali e antropici finalizzato alla valutazione probabilistica delle perdite fisiche, economiche e sociali attese al verificarsi di eventi potenzialmente calamitosi e definizione di opportune strategie di mitigazione del rischio. Le tipologie di eventi. Casi di studio: Il terremoto dell’Aquila (2009), lo tsunami nel Sud-Est asiatico del 26 dicembre 2004, l’incidente nucleare di Fukushima (2011), la valanga di Rigopiano (2017).

 

4. RISCHI ANTROPICI E NATURALI: 4 ORE

Classificazione dei disastri. Disastri naturali. Man made disasters. Eventi na-tech (natural - technological  event). Fuzzy disasters. Analisi e gestione dei rischi naturali e antropici. Valutazione probabilistica delle perdite fisiche, economiche e sociali attese al verificarsi di eventi potenzialmente calamitosi e definizione di opportune strategie di mitigazione del rischio. Valutazione preventiva dell'impatto del rischio naturale e antropico sulle infrastrutture critiche nazionali (IC) e Europee (ICE). La Direttiva 2008/114/CE in tema di Infrastrutture Critiche. La sicurezza informatica delle IC: Cybersecurity. I PSO: Piani di sicurezza degli Operatori delle ICE. La figura del Security Liason Officer (SLO).

 

5. IL RISCHIO SISMICO: 20 ore

Rischio sismico: lo scenario italiano. Cenni di sismologia. Cenni di ingegneria sismica e nuove NTC2018. Approccio metodologico e concettuale. Aspetti legati al terremoto di progetto: base di dati necessaria. Metodi per il calcolo del terremoto/i di riferimento per il progetto. Attenuazione al sito e definizione del terremoto di progetto. Paleosismologia e Concetto di Paesaggio Sismico. Pericolosità, vulnerabilità, rischio, mitigazione. Aspetti di stabilità geologica del sito legati al terremoto: fagliazione superficiale e liquefazione. Metodologie di valutazione del rischio sismico. Analisi della vulnerabilità: metodi speditivi e analitici. Valutazione, con i metodi propri della tecnica delle costruzioni e dell’ingegneria sismica, della vulnerabilità sismica e statica di strutture ed infrastrutture esistenti, anche a carattere storico-monumentale, sia pubbliche che private e loro riabilitazione strutturale e funzionale. La vulnerabilità di elementi non strutturali.    Esempi di interventi di miglioramento sismico. Carte di pericolosità sismica, Zonazione e normativa sismica. Protezione civile e Rischio Sismico.

 

6. RISCHIO IDROGEOLOGICO: 16 ore

I fenomeni idrogeologici: esondazioni, colate, valanghe e frane Il pericolo idrogeologico e l’incertezza delle previsioni modellistiche. I fenomeni alluvionali e geologici in generale. Il quadro normativo istituzionale. La gestione del rischio alluvionale. La prevenzione: Il sistema di allerta e le previsioni Meteo. La protezione: le opere di difesa e la mitigazione del rischio. Il tempo di ritorno. Le carte di pericolosità idrogeologica. Il monitoraggio, il controllo, la comunicazione e il passaggio alle attività di emergenza e soccorso. Elaborazione degli scenari di rischio idrogeologico. Piani di protezione civile relativamente al rischio idrogeologico. Cenni sull’analisi della stabilità dei versanti. Caratterizzazione del comportamento dei terreni incoerenti. Elementi di geotecnica. Classificazione dei terreni, metodologie di analisi, prove in sito e in laboratorio.

 

7.  RISCHIO IDRAULICO, COSTIERO E MARITTIMO: 16 ore

Il rischio idraulico in ambiente urbano e extraurbano. Riferimenti normativi.  Definizioni di rischio idraulico. Pericolosità, elementi a rischio e vulnerabilità. Metodologie di valutazione del rischio. Procedure  Speditive  di  Protezione  Civile  per  la  gestione  del  rischio idraulico. Analisi e valutazione delle attività di predizione e di monitoraggio dei fenomeni legati al rischio idraulico. Aree omogenee di allerta. Codici di allerta. Scenari di rischio idraulico. Soglie per il rischio idraulico.  Misure di mitigazione strutturali. Misure di mitigazione non strutturali.  Sistemi di drenaggio urbano.  Sistemazioni idraulico-forestali dei corsi d’acqua a carattere torrentizio. Piani di protezione civile relativamente al rischio idraulico. Rischio legato all’ambiente costiero. Trasporto dei sedimenti. Erosione costiera. Protezione della costa.

 

8. RISCHIO VULCANICO E AMBIENTALE: 8 ORE

Introduzione al vulcanismo e Caratterizzazione dei prodotti delle eruzioni vulcaniche. Pericolosità, rischio, mitigazione e predizione. Tipi di Pericolosità vulcanica. Monitoraggio e Predizione a corto termine. Zonazione di pericolosità vulcanica e Predizione a lungo termine. Normative di sicurezza e protezione ambientale. Gestione e valutazione del rischio ambientale. Analisi dell’esposizione: Analisi degli effetti, Caratterizzazione del rischio. Strumenti GIS nella protezione ambientale.

 

 

9a e 9b. RISCHIO INCENDIO: 120 ORE (modulo abilitante ex 818/84 conforme programma ministeriale)

 

Obiettivi, direttive, legislazione e regole tecniche di prevenzione incendi. Fisica e chimica dell’incendio. Tecnologia dei materiali e delle strutture di protezione passiva. Tecnologia dei sistemi e degli impianti di protezione attiva – Sicurezza degli impianti tecnologici. Valutazione del rischio incendio e Gestione della sicurezza antincendio. Procedure di prevenzione incendi. Approccio ingegneristico e sistema di gestione della sicurezza. Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro. Attività a rischio di incidente rilevante. Progettazione in mancanza di regole tecniche. Progettazione in presenza di regole tecniche - Attività di tipo civile. Progettazione in presenza di regole tecniche - Attività di tipo industriale. Visita presso una attività soggetta.

 

10. RISCHIO INCENDI BOSCHIVI E DI INTERFACCIA: 20 ore

 
Quadro normativo di riferimento. Ruoli, compiti ed attività degli organismi di protezione civile. Andamenti e cause degli incendi boschivi. Tipi di incendio boschivo. Fasi dell’incendio boschivo. Variabilità degli incendi boschivi, incendi boschivi in Europa, incendi boschivi in Italia. Cause dirette e indirette, cause naturali, cause colpose, cause dolose. Pericolosità, gravità e rischio incendi boschivi. Zonizzazione del territorio italiano in funzione del rischio di incendio. Clima, uso del suolo e condizioni topografiche. Incendi in clima mediterraneo e in clima alpino. Le attività di pianificazione, prevenzione e gestione del rischio incendio boschivo. Interventi selvicolturali: basi concettuali, modalità operative. Monitoraggio. Piano Antincendi Boschivi. Avvistamento, squadre e mezzi; condizioni di sicurezza operativa, sistemi di avvistamento, opere e infrastrutture, viabilità di servizio e viali tagliafuoco. L’impiego dei droni (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) nelle attività di monitoraggio e gestione dell’intervento AIB. Cenni di aerocooperazione - utilizzo elicottero.. Contributo del telerilevamento satellitare. Scenari di pianificazione antincendio. Effetti sul suolo, proprietà fisiche e chimiche, effetti sulla vegetazione, riproduzione vegetativa e germinazione, effetti sulla fauna. Operazioni di bonifica. Interventi post-incendio. Ricostituzione naturale e interventi di recupero. Il ruolo del risk manager. Incendio di interfaccia. Tipologia: classica, occlusa, mista.  Elementi di criticità nell’interfaccia foresta-aree edificate. Valutazione del rischio degli incendi di interfaccia. Carta di pericolosità per gli incendi di interfaccia. Modalità di intervento. Misure di prevenzione e protezione.

 


MOD.11     RISCHIO INDUSTRIALE E RISCHIO TRASPORTI MERCI PERICOLOSE: 4 ORE

 

Concetti di base e terminologia.  Il rischio di incidente rilevante. La direttiva Seveso: finalità, genesi e sviluppo. L’analisi di rischio come strumento di presa di decisione nella gestione della sicurezza. Analisi di Rischio qualitativa e quantitativa. Variabilità e incertezza dei parametri in gioco e loro influenza sui risultati dell’analisi. Tipologia dell’evento: rilascio di gas tossico, incendio, esplosione. Modellizzazione degli scenari. Piani di emergenza interni ed esterni. Misure di prevenzione e protezione. La pianificazione territoriale in rapporto al rischio industriale. L’elaborato tecnico  R.I.R. La compatibilità territoriale e ambientale. Rischi chimico-industriali. Stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Eventi incidentali storici. Sostanze pericolose. Top events: rilasci, flash

fires, jet fires, pool fires, BLEVE, VCE, UVCE. Albero delle cause e albero degli eventi. Valutazione delle conseguenze. Valutazione di scenari emergenziali.

Confronto tra impianti fissi e attività di trasporto. Organismi e regolamenti relativi al trasporto delle materie pericolose. Norme internazionali.  Norme nazionali. Classificazione delle materie pericolose. Trasporto su strada norma ADR. Trasporto su ferrovia norma RID. Trasporto su vie navigabili interne norma ADN. Le cause o le concause di incidenti nei trasporti originate da  fattori meteorologici, atti di sabotaggio, avarie tecniche o di manutenzione dei vettori o della strada e/o dei sistemi di controllo e di regolazione del traffico. La pericolosità di un incidente stradale o ferroviario, coinvolgente sostanze pericolose. Analisi degli incidenti più gravosi ipotizzabili: Formazione di miscele esplosive; Incendio con rilascio di sostanze tossiche; Irraggiamento per incendio. Analisi delle conseguenze di un incidente da trasporto. Identificazione sostanze di  riferimento e casi tipici.

 

MOD.12     RISCHIO CHIMICO, BIOLOGICO, RADIOLOGICO, NUCLEARE: 18ORE

 

Il rischio CBRN  (Chimico – Biologico – Radiologico – Nucleare). Elementi di radioprotezione. Dosimetria delle radiazioni ionizzanti. Effetti di un incidente nucleare. Pianificazione in materia di rischio nucleare e radiologico. ll rischio biologico. Aggressivi biologici di possibile impiego: convenzioni internazionali. Scenari di rischio chimico. Gli aggressivi chimici: convenzioni internazionali; caratteristiche chimiche, fisiche e tossicologiche.  Protezione, decontaminazione, bonifica CBRN.  Il piano di difesa nazionale da  attacchi terroristici di tipo CBRN. Le infrastrutture critiche e rischio CBRN. L’attività di prevenzione, contrasto, repressione ed investigazione nella diffusione incidentale e/o intenzionale di agenti CBRN. La comunicazione e l’informazione in caso di eventi CBRN.

 

MOD.13     RISCHIO SANITARIO E MEDICINA DELLE CATASTROFI: 5 ORE

Le emergenze sanitarie: principi ispiratori di pianificazione e finalità Medicina delle catastrofi. Il rischio sanitario conseguente a eventi disastrogeni. Principi fondamentali della gestione sanitaria delle operazioni di soccorso in situazioni di catastrofe. Le emergenze sanitarie, disordini e terrorismo.  Classificazione delle catastrofi dal punto di vista sanitario. Fase di preparazione (strategia, tattica, logistica sanitarie). Ruolo delle simulazioni in medicina delle catastrofi. Fasi dell'emergenza. Allarme e ricognizione aerea e sul terreno. Istituzione di un Posto Medico Avanzato. Coordinamento sanitario dei soccorsi e valutazione delle priorità. Interazione dei soccorsi sanitari con gli altri enti istituzionali di soccorso. La catena dei soccorsi ed il triage. La pianificazione dei soccorsi sanitari in occasioni di grandi eventi. Lo sviluppo di un piano d'emergenza ed i suoi attori (vittime e soccorritori). Pianificazione della risposta alle grandi emergenze (PEIMAF; PEI; PEVAC; ecc.). Ripartizione delle vittime e le loro necessità.  Tecniche di raccolta feriti e codici colore. Problematiche di trasmissione delle informazioni tra enti di soccorso e rapporti con i media. La risposta sanitaria dell'ospedale in caso di evento esterno o interno. Il soccorso sanitario e la psicologia  dell’emergenza in caso di evento CBRN. La funzione dell'ospedale in area di catastrofe.  Organizzazione di un ospedale per far fronte ad emergenze esterne e/o interne.

 

MOD.14     TUTELA E SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI: 8 ORE

 

Cenni di legislazione dei Beni Culturali. Gli standard operativi internazionali UNESCO e quelli italiani. Protezione Civile, volontariato, salvaguardia e soccorso dei Beni Culturali. La tutela del patrimonio culturale in emergenza. La sicurezza degli edifici di interesse storico – architettonico tutelati sensi del D. Lgs. 42/2004. Le competenze  su  problematiche  specifiche  e  tecniche  di  messa  in  sicurezza  dei beni culturali mobili e immobili. La valutazione e gestione del rischio BB.CC. La valutazione della vulnerabilità dei beni culturali.

La prevenzione e protezione dei beni culturali dalle calamità e della loro tutela, conservazione e valorizzazione. Pianificazione e gestione delle operazioni d’intervento specifico sui BB.CC. in situazioni di emergenza. Strumenti per la tutela e salvaguardia del patrimonio cartaceo e archivistico in caso di allagamento o alluvione. Il Piano operativo di Sicurezza ed Emergenza.  Le procedure operative per  la messa in sicurezza dei beni culturali mobili. Attività di rilevamento di danni ai beni culturali provocati da eventi naturali. Il Sistema Informativo Unico per la gestione dei dati dei beni culturali necessari per l'organizzazione e gestione delle emergenze.

 

MOD.15     PROTEZIONE CIVILE E COORDINAMENTO DELLE EMERGENZE: 8 ORE

 

Sistema di Protezione Civile italiana e modalità di attivazione, funzionamento e coordinamento delle strutture che vi appartengono.  Il Dipartimento della Protezione Civile: compiti di indirizzo, promozione e coordinamento dell’intero sistema. Il coordinamento ed ottimizzazione sul territorio della presenza dei mezzi di Protezione Civile delle organizzazioni di  volontariato. I Centri di coordinamento a livello Statale, Regionale, Provinciale/Prefetture, Comunale. Direzione Comando e Controllo (DiComaC).  Coordinamento delle attività nei centri operativi. La Protezione Civile Europea, funzioni, gestione e coordinamento.  Casi pratici di interventi di Protezione Civile Italiana ed Europea: analisi, metodologie, punti di forza e di debolezza. Attività di post-emergenza.

 

 

MOD.16     PIANIFICAZIONE DELL’EMERGENZA: 8 ORE

Caratteristiche di base per la pianificazione di emergenza. Interventi in ambito regionale/nazionale che in ambito internazionale (in caso di attivazione del Meccanismo Unionale di Protezione Civile). Pianificazione ed interventi nelle attività di Protezione Civile. Pianificazione e progettazione delle attività. Analisi comparata fra attività di programmazione e di pianificazione. La partecipazione come strategia del processo di pianificazione. Attività di previsione. Sistema di allertamento nazionale. Livelli di allerta. Soglie e livelli di criticità. Zone d’allerta. Attività di prevenzione. Programmi di previsione e prevenzione. L’Incident Command System (ICS) e il medodo HAZ-MAT. Informazione, formazione ed esercitazione. Responsabilità della catena di comando e coordinamento. Il Piano di emergenza. Struttura del Piano e obiettivi. Modelli di intervento. Piani di emergenza: Metodo della caratterizzazione funzionale degli scenari emergenziali. Piani comunali e provinciali di emergenza: contenuti e strategie e sale operative. Criteri e principi di progettazione dei piani di emergenza e delle procedure di sicurezza. La redazione del piano attraverso le indicazioni del Metodo Augustus. Aggiornamento periodico,  informazione alla popolazione. Esercitazioni di protezione civile.

 

MOD.17     GESTIONE DELL’EMERGENZA

 

Dichiarazione dello stato di crisi. Lo stato di emergenza  di rilievo nazionale. Organizzazione e Funzionamento di sistema presso la Sala Situazione ITALIA del D.P.C. Gestione emergenza: compiti, ruoli e responsabilità. Il sistema di allertamento, attivazione, intervento. Il modello di intervento. I centri di coordinamento e gestione dell’emergenza. Sala Operativa Regionale.  Centro Operativo Comunale (COC). L’Unità di Crisi Locale (UCL). Il ruolo del Sindaco nelle emergenze di Protezione Civile. Il ruolo dei vigili del Fuoco nei servizi di emergenza in caso di calamità. Indirizzi operativi per la gestione dell’emergenza. Soccorso, superamento e ripristino. Gestione del flusso delle informazioni. Sistema di gestione e archiviazione delle emergenze.

 

MOD.18     ASPETTI PSICOSOCIALI: 4 ORE

 

L’intervento psicosociale nelle emergenze sociali e ambientali. Quadro generale della Psicologia della Psicologia dell’Emergenza. Psicologia delle catastrofi: fattori di stress e rischio psichico per le vittime e per i soccorritori, reazioni fisiche e reazioni comportamentali, equipe psicosociale per le emergenze. Il ruolo dello psicologo: interventi di psicosoccorso.

 

MOD.19     MANAGEMENT DELLE RISORSE E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO: 4 ORE

 

Management risorse pianificazione organizzazione gestione controllo. Gestione delle risorse umane. L’amministrazione delle risorse umane. Organizzazione del lavoro. Comportamento organizzativo e change management. Gestione delle risorse economiche. La gestione delle risorse fisse e mobili. Il volontario di Protezione Civile. Gestione delle Associazioni e delle attività di volontariato di Protezione Civile. Disposizioni legislative, operatività e raccordo con le tematiche della salute e della sicurezza. Procedure Formazione, informazione e addestramento degli operatori in conformità al D.lgs. 81/2008 e al DM 13/04/2011 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

 

MOD.20     LOGISTICA DI PROTEZIONE CIVILE : 8 ORE

 

La logistica in fase di emergenza e di calma. La struttura logistica di base. I Poli logistici della protezione Civile Nazionale. La vulnerabilità territoriale, la vulnerabilità sistemica e la disamina delle risorse disponibili da attivare in situazione di emergenza. La Colonna mobile nazionale delle Regioni: finalità e strutturazione. Dimensionamento di massima della colonna mobile regionale in funzione  degli scenari e degli eventi massimi attesi presenti sul territorio: dimensione e moduli  funzionali (asset operativi) e squadre operative/professionali. Sedi logistico-operative ubicate sul territorio. Le risorse strumentali in stoccaggio presso i Presidi (materiale e Mezzi). Operative Standard della Colonna Mobile regionale per l’impiego e dispiegamento dei moduli funzionali: ruoli e responsabilità. Aree di attesa. Aree di accoglienza o ricovero della popolazione. Aree di ammassamento dei soccorritori e delle risorse. Requisiti delle aree.

 

 

Docenti assegnati ai moduli:

1. Quadro Normativo E Giuridico In Materia Di Protezione Civile

cfu: 2

ore: 16

Elvezio Galanti

8

Università di Firenze

 

Paolo Masetti

2

Anci Toscana

 

Riccardo Gaddi

4

Regione Toscana

 

Marco Masi

2

Regione Toscana

2. Ruolo, Professionalita’, Formazione e Competenze del Disaster Manager

cfu: .5

ore: 4

Antonio Cerrai

2

Croce Rossa Italiana Comitato Di Pisa

 

Michele Di Sivo

2

Dipartimento Di Ingegneria Dell'Energia, Dei Sistemi, Del Territorio E Delle Costruzioni

 

3. Disastri E Catastrofi – Disaster Risk Reduction

cfu: .7

ore: 5

Valerio Massimo Romeo

1

Prefettura - Ufficio Territoriale Del Governo Di Pisa

 

Paolo Ghezzi

2

Esperto Esterno

 

Valentina Grasso

2

Consorzio Lamma

4. Rischi Antropici E Naturali

cfu: .5

ore: 4

Ottavio Zirilli

2

Area Della Ricerca Di Pisa Del Consiglio Nazionale Delle Ricerche

 

Nicola Marotta

2

Università di Pisa

5. Il Rischio Sismico

cfu: 2.5

ore: 20

Silvia Caprili

4

Dipartimento Di Ingegneria Civile E Industriale

 

Walter Salvatore

2

Dipartimento Di Ingegneria Civile E Industriale

 

Nunziante Squeglia

4

Dipartimento Di Ingegneria Civile E Industriale

 

Anna De Falco

4

Dipartimento Di Ingegneria Dell'Energia, Dei Sistemi, Del Territorio E Delle Costruzioni

 

Francesco Morelli

4

Università di Pisa

 

Carlo Meletti

2

Istituto Nazionale Di Geofisica E Vulcanologia (Ingv) - Sez Pisa

6. Rischio Idrogeologico

cfu: 2

ore: 16

Stefano Pagliara

14

Dipartimento Di Ingegneria Dell'Energia, Dei Sistemi, Del Territorio E Delle Costruzioni

 

Diego Carlo Lo Presti

2

Dipartimento Di Ingegneria Civile E Industriale

7. Rischio Idraulico, Costiero E Marittimo

cfu: 2

ore: 16

Stefano Pagliara

8

Dipartimento Di Ingegneria Dell'Energia, Dei Sistemi, Del Territorio E Delle Costruzioni

 

Michele Palermo

4

Dipartimento Di Ingegneria Dell'Energia, Dei Sistemi, Del Territorio E Delle Costruzioni

 

Monica Luperi

4

Comune di S. Giuliano Terme (PI)

8. Rischio Vulcanico E Ambientale

cfu: 1

ore: 8

Augusto Neri

4

Istituto Nazionale Di Geofisica E Vulcanologia (Ingv) - Sez Pisa

 

Gilberto Saccorotti

2

Istituto Nazionale Di Geofisica E Vulcanologia (Ingv) - Sez Pisa

 

Paolo Papale

2

Istituto Nazionale Di Geofisica E Vulcanologia (Ingv) - Sez Pisa

9a. Rischio Incendio - Sicurezza Antincendio

cfu: 7.5

ore: 60

Claudio Chiavacci

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Vincenzo Abbatiello

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Ugo D'Anna

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Pietro Croce

8

Dipartimento Di Ingegneria Civile E Industriale

 

Nicola Ciannelli

12

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Fabio Fantozzi

4

Dipartimento Di Ingegneria Dell'Energia, Dei Sistemi, Del Territorio E Delle Costruzioni

 

Roberto Lupica

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Ilario Mammone

6

Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Pisa

 

Nicola Marotta

8

Università di Pisa

 

Marco Nicola Mario Carcassi

6

Dipartimento Di Ingegneria Civile E Industriale

9b .Rischio Incendio - Fire And Safety Engineering

cfu: 7.5

ore: 60

Marco Lucchesi

2

Inail- Direzione Regionale

 

Pietro Monaco

10

Nimirial S.p.A.

 

Michele Di Maso

4

Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Pisa

 

Valentina Grandi

4

Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Pisa

 

Alberto Scasso

4

Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Pisa

 

Massimiliano Bracci

4

Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Pisa

 

Ilario Mammone

10

Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Pisa

 

Fabio Bernardi

8

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Gilberto Giunti

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Luca Nassi

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Giovanni Bellomia

6

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

10. Rischio Incendi Boschivi e Di Interfaccia

cfu: 2.5

ore: 20

Gianfilippo Micillo

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Luca Torrini

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Leonardo Franchini

8

Regione Toscana

 

Filippo Cenci

4

Regione Toscana

 

 

11. Rischio Industriale e Rischio Trasporti Merci Pericolose

cfu: .5

ore: 4

Maria Vincenza Saccone

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

12. Rischio Chimico, Biologico, Radiologico, Nucleare

cfu: 1

ore: 8

Emanuele Pianese

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Raffaele Zagarella

4

Cisam (Centro Interforze Per Studi E Applicazioni Militari)

13. Rischio Sanitario E Medicina Delle Catastrofi

cfu: .7

ore: 5

Maria Carola Martino

3

Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

 

Piero Paolini

2

Azienda Usl Toscana Centro - Pistoia - Centrale Oper. 118

14. Tutela E Salvaguardia Dei Beni Culturali

cfu: 1

ore: 8

Giorgia Muratori

2

Mibact - Segretariato Regionale Del Ministero Dei Beni E Delle Attività Culturali E Del Turismo Per La Toscana

 

Giulio Vannicelli

2

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Maurizio Toccafondi

2

Mibact - Segretariato Regionale Del Ministero Dei Beni E Delle Attività Culturali E Del Turismo Per La Toscana

 

Fabio Fortinguerra

2

Area Della Ricerca Di Pisa Del Consiglio Nazionale Delle Ricerche

15. Protezione Civile e Coordinamento Delle Emergenze

cfu: 1

ore: 8

Giuseppe Romano

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Francesco Pasi

2

Consorzio Lamma

 

Riccardo Toti

2

Croce Rossa Italiana Corpo Militare (Cri) - Sede Toscana

16. Pianificazione dell’Emergenza

cfu: 1

ore: 8

Federica Zabini

2

Consorzio Lamma

 

Roberto Marianelli

2

Croce Rossa Italiana Corpo Militare (Cri) - Sede Toscana

 

Carlo Meletti

2

Istituto Nazionale Di Geofisica E Vulcanologia (Ingv) - Sez Pisa

 

Paolo Covelli

2

Regione Toscana

17. Gestione dell’Emergenza

cfu: 1

ore: 8

Claudio Chiavacci

2

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Alessandro Paola

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 

Marco Agostini

2

Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (Anpas)

18. Aspetti Psicosociali

cfu: .5

ore: 4

Antonio Aiello

4

Dipartimento Di Scienze Politiche

19. Management Delle Risorse e Organizzazione Del Lavoro

cfu: .5

ore: 4

Carmine Lizza

4

Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (Anpas)

20. Logistica di Protezione Civile

cfu: 1

ore: 8

Riccardo Gaddi

4

Regione Toscana

 

Maria Francesca Conti

4

Dipartimento Dei Vigili Del Fuoco, Del Soccorso Pubblico E Della Difesa Civile – Direzione Regionale Toscana,

 
     

 DISASTER RISK MANAGEMENT PROTEZIONE CIVILE E COORDINAMENTO UNITA' DI CRISI